Nostalgia

Momento nostalgia.

Sarà che vivere qui, con un cielo che sembra preannunciare un caldo inverno più che una fresca estate, non aiuta. E anche svegliarsi ogni giorno alle 4 per poi riaddormentarsi chissà quando non è che proprio allevii l’umore. Diciamo che tante cose messe insieme conducono direttamente a una giornata psicologicamente cloudy.

E da quando mi sono svegliata stamattina alle 4, giustamente nel mio ultimo giorno off da qui a 10 giorni, ho iniziato a pensare e pensare e rimuginare, come faccio spesso, troppo, ultimamente…

Pensavo a quanto sia bella Londra, alla vastità delle distese di prati e alberi, a come si perda lo sguardo in quel gioco di verdi, interrotto ogni tanto dal ciancicare degli scoiattolini. O dalle urla dei pavoni. Pensavo a tutti i discorsi fatti in questo ultimo anno vissuto qui, a tutte le persone che ho conosciuto, ai pareri che ci siamo scambiati. E all’aura di infelicità che ci pervade, nonostante tutto.

E poi ho ripensato a ieri; mentre passeggiavo per le strade di questa bellissima città e tarlavo la mia povera mente sempre con le solite cose, sono stata distratta da un profumo, un aroma, talmente familiare che mi è venuto il groppo in gola:

profumo di peperoni con la muddica, alias mollica.

E lì signori, i miei sensi sono stati completamente travolti da una melodia di urla “mena wagnò ca è prontu”, “stannu li peperoni muddicati”, “aspetta che mi tolgo la sabbia dai piedi”, mista al profumo nell’aria di parmigiana e zucchine alla poverella e all’odore del grano bruciato dal sole e della salsedine sulla pelle.

Mi sono bloccata. Volevo restare ferma lì, immobile con tutte le mie forze, volevo fare rifornimento di “casa” ancora un altro pò, volevo illudermi di aprire gli occhi e vedere blu e non più verde, la luce del sole e non più le nuvole viola, la mia piccola Pua che zampetta tra le dune di sabbia e non più i piccioni puzzolenti che becchettano l’acqua delle pozzanghere.

Ma come sempre, alla fine di un bellissimo sogno, bisogna svegliarsi e fare i conti con la triste, fredda e grigia realtà. Ho ricacciato indietro le lacrime e rimesso a sopire l’istinto di scappare,  inspirato a pieni polmoni una gran quantità di aria inquinata e strafatta di asfalto e polveri sottili ho continuato dritta per la mia strada.

Forse è così che si fa, forse è questo l’unico modo per andare avanti nella vita. Ricordare sempre da dove si viene, rifugiarsi in quei posti meravigliosi ogni volta che se ne ha bisogno o che ci si sente vicini a mollare tutto, e poi resistere. Non si sa a che pro. O almeno, io non ho un motivo ben preciso. Come ho fatto per tutta la vita, faccio le cose perché si devono fare e non perché voglia farle. Super Io maledetto.

E sarà anche che essere nati al Sud, avere l’acqua del mare che ti scorre nelle vene e i polmoni saturi di iodio e salsedine, aiuti poco. Perché sai che c’è molto di più oltre la superficialità di questo strano mondo; sai che preferiresti essere stesa al sole direttamente sulla sabbia, gioire di ogni istante e non avere nulla anziché star qui ad affannarsi per rincorrere i sogni degli altri, per far quello che la società impone di fare…

…che merda…ma intanto, una volta saliti sulla giostra, bisogna aspettare il prossimo giro per scendere…o no?

♥ ♥ ♥

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...